Pensieri lenti e veloci, come il cervello pensa e decide

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Daniel Kahneman è uno psicologo nato a Tel Aviv nel 1934 e vincitore del Premio Nobel per l’economia nel 2002. Professore all’Università di Princeton, Kahneman è uno dei fondatori della finanza comportamentale.

Nel suo libro best sellers “Pensieri lenti e veloci” ci spiega come funziona il nostro cervello cioè come pensa e come prende le decisioni.

Per anni ha tenuto banco nel mondo scientifico la teoria dei tre cervelli di Paul MacLean, però negli ultimi anni è stata superata.

Sistema 1 vs Sistema 2

Secondo Kahneman il cervello umano è composto da due sistemi: Sistema 1 e Sistema 2

Il sistema 1 agisce in fretta ed è automatico. Il suo consumo di energie è basso e i tempi di attivazione sono inferiori al decimo di secondo. All’interno di questo sistema sono inserite tutte le sensazioni, impressioni ed esperienze che ci fanno sopravvivere in contesti complessi.

Ricordiamoci che eravamo scimmie e la nostra sopravvivenza nella Savana era una questione molto spesso di secondi e di centimetri.

Questo sistema ci fa prendere decisioni in frazioni di secondo in maniera quasi automatica.

Il sistema 2 invece è molto più lento e consuma tantissima energia. Si attiva per poche decine di minuti al giorno e molto spesso conferma ciò che il sistema 1 ha deciso.

Tutti noi siamo portati a credere che il sistema 2 sia il principale attore, ma chi influisce nella maggior parte delle nostre scelte è il sistema 1.

Molti neuroscienziati stimano addirittura che il rapporto tra decisioni prese dal sistema 1 sia pari al 95% del totale. Quindi solo il 5% delle nostre decisioni viene preso dal sistema 2.

Il sistema 2 è ciò che pensiamo di essere, il sistema 1 è ciò che siamo nel profondo

Daniel Kahneman

Le operazioni automatiche del sistema 1 generano modelli di idee sorprendentemente complessi, ma solo il sistema 2, più lento, è in grado di elaborare i pensieri in una serie ordinata di stadi.

Questa suddivisione di lavoro tra i due sistemi è molto efficiente e consente un gran risparmio di energia. Il problema però è che il sistema 1 è spesso soggetto a bias o errori che tende a commettere in situazioni specifiche. Inoltre il problema è che non lo si può spegnere.

La pigrizia è profondamente radicata nella natura umana. Fondamentalmente tutto si riduce ad un risparmio di energia.

Spontaneamente ognuno di noi tende ad adottare il modo meno impegnativo che trova per raggiungere lo stesso obiettivo. Lo sforzo è un costo e il nostro cervello tende a limitarlo il più possibile.

I bias sono errori sistematici cioè preconcetti che ricorrono in maniera prevedibile in determinate circostanze. Capire e conoscere i bias dona più strumenti di ragionamento e consente di evitare gli errori.

Allo stesso tempo campagne di marketing li sfrutteranno per farci prendere decisioni a loro favore.

Come funziona il nostro cervello

Ogni essere umano è abituato a ritenersi un individuo dotato di razionalità, che grazie ad essa riesce a tenere a freno l’istinto e l’emotività

Tutti noi crediamo di essere in grado di valutare in modo obiettivo le situazioni che deve affrontare e di scegliere, tra varie alternative, quella per sé più vantaggiosa.

Le neuroscienze e gli studi di Daniel Kahneman hanno mostrato quanto illusoria sia questa convinzione e quanto siamo esposti a condizionamenti esterni.

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