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La teoria dei tre cervelli di Paul MacLean

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Secondo la teoria del medico e neuroscienziato statunitense Paul Donald MacLean il cervello umano si è evoluto nel corso di milioni di anni in 3 fasi:

  • cervello antico o rettile detto anche rettiliano, posizionato nel tronco dell’encefalo,
  • cervello intermedio o sistema limbico, detto anche cervello mammifero,
  • cervello dell’homo Sapiens o neocorteccia, detto anche cervello nuovo.

Ciascuno rappresenta un momento evolutivo ben preciso della storia umana, naturalmente i primi due li abbiamo ereditati dal percorso filogenetico che ha portato all’uomo di oggi, il terzo si è sviluppato nel corso della storia dell’uomo.

Che cos’è il cervello rettile

Il cervello rettile è naturalmente il più antico e il meno sviluppato, è chiamato così perché fa quello che fanno i rettili, in pratica vive di istinti. Caccia per alimentarsi, si protegge dai predatori, riposa per prendere energie, si accoppia per proseguire la specie.

Il suo obiettivo è la nostra sopravvivenza e la riproduzione della specie. Naturalmente controlla la respirazione, il battito cardiaco e tutte le funzioni vitali che ci mantengono in vita. Si tratta quindi di un cervello istintivo, che vive di istinti.

Le sue caratteristiche principali sono quindi:

  • territorialità, possesso, aggressività (riguardo il cibo in primis),
  • sessualità e sopravvivenza che servono alla specie,
  • mappe del territorio rigide con comportamenti stereotipati e ritualistici. Uscire da queste mappe comporta disorientamento.
  • la risposta attacco e fuga se minacciati o attaccati da un predatore.

Che cos’è il sistema limbico

Il secondo cervello che si è sviluppato è anche chiamato cervello mammifero o cervello limbico. Da un punto di vista anatomico è composto da vari organi come talamo, ipotalamo, ippocampo e amigdala.

Tutti questi organi processano le emozioni, questo cervello vive di ricordi e di emozioni. Questo cervello può essere considerato la nostra parte più calda, quella parte che si emoziona di fronte alle cose, la nostra parte bambina insomma.

Questo cervello ricerca conferme sociali, come l’appartenenza ad un gruppo, i bisogni di stima, quelli di amore e di affetto. Insomma sia i bisogni sociali che quelli di stima. Infatti l’uomo è un animale sociale, e trascorriamo tutta la vita in branco, perché da soli non potremmo sopravvivere.

La Neocorteccia o cervello dell’Homo Sapiens

Il terzo cervello che si è evoluto è la parte più estesa della corteccia con ben 6 strati corticali. Questo cervello è una peculiarità umana ed è il motivo perché siamo sopravvissuti come specie e abbiamo prosperato nel mondo su tutti gli altri animali.

E’ il cervello della ragione, del pensiero critico e ipotetico, di quello astratto, ci fa vivere oltre nel qui e ora, anche nel là e nel futuro. La neocorteccia è la sede del linguaggio, e di quei comportamenti basati sul problem solving.

Crea le connessioni tra i fenomeni che ci accadono determinandone delle cause in funzione delle conoscenze soggettive; quest’istanza può esser considerata come la nostra parte adulta, quella che dovrebbe comprendere e filtrare gli altri due cervelli per decidere. Riassume insomma tutte le funziono cognitive e razionali.

Come funziona il cervello conscio e inconscio dell’uomo

Se usiamo la metafora dell’iceberg il nostro cervello inconscio, cioè istintivo e emozionale, è composto dalla parte principale, come l’iceberg che è principalmente sommerso dalle acque del mare.

La parte inconscia è suddivisa infatti in cervello rettile e cervello limbico. La parte conscia è la neocorteccia e rappresenta la piccola parte emersa dell’iceberg.

In ogni comunicazione che si rispetti bisogna comunicare a tutti e tre i cervelli umani, ognuno di essi è fondamentale durante il funnel markerting. Bisogna conoscerli, sapere i loro bisogni e quali sono le leve giuste da usare.

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