Nascita e Storia della Pubblicità Moderna

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La pubblicità moderna è nata negli Stati Uniti nella prima metà dell’Ottocento con l’avvento dei primi quotidiani cartacei. Alcuni di essi iniziarono a differenziarsi dalla concorrenza pubblicando una linea editoriale più semplice ed ad appannaggio di un pubblico più ampio e meno istruito, inserendo sempre più cronaca nera e rosa.

Unendo questo cambio di linea editoriale ad un costo molto basso di acquisto della copia cartacea e ad una capillarità sul territorio, questi quotidiani iniziarono a vendere l’attenzione e il tempo dei loro lettori e non più il mero giornale.

Ebbene si, il prodotto finale è sempre stato la nostra attenzione. Ogni volta che usiamo qualcosa di gratuito come Facebook o Google il prodotto siamo noi, vale la pena ricordarselo.

Pubblicità sui quotidiani

Il primo giornale cartaceo nato con questo scopo fu il New York Sun, lanciato nel 1833 nella Grande Mela da Benjamin Day. Successivamente, molti altri lo seguirono.

Questo processo portò alla creazione di due aspetti molto importanti:

  1. grazie all’accesso di massa alle notizie si creò una prima “opinione pubblica”.
  2. iniziarono ad essere raccontate notizie con un taglio sempre più scandalistico, tanto dallo sfociare in vere e proprie storie inventate (le nostre fake news).

Qualche decennio dopo, i primi pubblicitari sbarcarono in Europa: durante la seconda metà dell’Ottocento sui muri di Parigi iniziarono ad apparire i primi poster pubblicitari.

Tra quotidiani e poster la guerra per la nostra attenzione crebbe e sviluppò la creazione di figure professionali nuove come i pubblicitari, i creativi e i copywriter.

Ogni periodo storico hai i suoi mezzi pubblicitari la prima metà del Novecento vide l’ingresso sulla scena mondiale prima della Radio e poi della Televisione. Con questi due nuovi strumenti i messaggi pubblicitari iniziarono ad arrivare 24 ore su 24 in tutte le case.

Pubblicità sulla Radio

Durante gli anni Venti del Novecento la pubblicità sui giornali aveva ormai perso la fiducia del pubblico a causa delle troppe fake news ed esagerazioni pubblicate per aumentare le vendite e la diffusione dei quotidiani.

Per questo la Radio divenne ben presto la nuova frontiera da colonizzare per i pubblicitari. Questo strumento dava la possibilità alle aziende di arrivare nella parte più intima della sfera privata: l’abitazione.

Un esempio lapalissiano di quando questo strumento fosse performante e invasivo ce lo restituisce la storia del Nazismo che lo usò come principale arma di propaganda politica.

Il partito nazista finanziò per anni la diffusione dei Volksempfänger, o ricevitori del popolo, perché assicuravano che i discorsi di propaganda del Führer venissero ascoltati da un gran numero di persone.

Pubblicità nella televisione

Nel dopoguerra fu il momento della televisione che rivoluziò in pochi decenni il nostro modo di vivere la casa e il tempo libero.

Il boom delle TV fu impressionante: se nel 1950 solo il 9% delle famiglie possedeva un televisore, sei anni dopo la percentuale aveva raggiunto il 72%.

Tra gli anni ’60 e ’70 la televisione iniziò a occupare fino a cinque ore al giorno della vita della persona media.

Si trattava di uno strumento di comunicazione incredibile perché magnetico e personale.

Pubblicità attraverso i computer

ARPANET nacque nel 1969, alcuni decenni dopo la pubblicità arrivò nei computer. Inizialmente attraverso i mega portali e blog degli anni ’80 e ’90.

I computer, grazie ai costi sempre più ridotti e all’esplosione dei videogiochi, divennero man mano sempre più presenti nelle case e quindi la pubblicità si buttò a capofitto anche su questo mercato.

Il salto dai primi banner alla pubblicità profilata e al remarketing è avvenuto in pochi decenni con l’inizio del nuovo millennio.

Pubblicità nei cellulari

La nascita dei social media come nuova frontiera del Web e l’avvento dei primi smartphone ha cambiato di nuovo radicalmente il mercato. E la pubblicità è stata portata ad un altro livello, cioè dentro le nostre tasche e con una profilazione mai vista prima.

Oggi, strumenti come Facebook e Google ci conoscono molto di più dei nostri partner, soci, amici, moglie e mariti. A loro non possiamo mentire.

Con l’avvento di Internet abbiamo raggiunto un livello di inclusione incredibile ma anche di stress. Siamo continuamente bombardati da email, messaggi, notifiche, fake news e clickbait, tanto che, ormai li percepiamo come un fastidioso rumore di fondo.

Come visto in precedenza nella storia della pubblicità e dei mezzi di comunicazione, quando l’equilibrio tra promozione e utilità viene spezzato e la richiesta di attenzione diventa troppa, si innesca un meccanismo automatico di rivolta nel pubblico, e questo è quel che sta accadendo oggi.

Alcune aziende hanno creato estensioni chiamate ad blocker, ossia di blocco degli annunci pubblicitari, per poter difendere l’usabilità dei propri prodotti.

Altre hanno smesso di profilare gli utenti. Altre ancora hanno intrapreso una crociata contro i cookie.

Oggi il compito dei pubblicitari e dei marketers è spostarsi dal mero bombardamento comunicativo alla nicchia di mercato, dalla vendita alla creazione del brand, dal promuovere i vantaggi del prodotto a migliorare l’esperienza cliente.

Un cambio di mentalità dove al centro c’è il cliente e non più la mera vendita.

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